Eavesdropping sul traffico voce compresso e cifrato

giugno 28th, 2008 |

L’analisi del traffico funziona anche tramite la cifratura:

La nuova tecnica di compressione, chiamata compressione a bitrate variabile, produce dimensioni differenti dei pacchetti di dati, per differenti suoni.

Ciò accade perché la frequenza di campionamento è tenuta alta per suoni lunghi e complessi, come “ow”, ma ridotta per semplici consonati come la “c”. Questo metodo variabile, risparmia banda ed, allo stesso tempo, mantiene la qualità del suono.

I flussi VoIP sono cifrati per impedire l’eavesdropping. Tuttavia, un team della John Hopkins University di Baltimora – Maryland, Stati Uniti; ha mostrato che semplicemente misurando la dimensione dei pacchetti, senza decodificarli, può identificare intere parole e frasi con un alto livello di precisione.

La tecnica non è abbastanza valida per decodificare intere conversazioni, ma è decisamente di grande effetto.

Usare Google Earth per trovare case incustodite

giugno 27th, 2008 |

Un’altra traduzione inglese italiano tratta dal blog Schneier on Security di Bruce Schneier.

Eccola:

Gli adolescenti britannici, stanno usando Google Earth, per trovare piscine dove intrufolarsi.

Quanto ci vorrà prima che qualcuno compia un crimine più serio, aiutato da Google Earth.

( per la versione originale, fate clic sulla voce “english” del menu “Language”, a destra )

Attacchi It: Insider contro Outsider

giugno 26th, 2008 |

Questa è la prima traduzione inglese-italiano di un post tratto dal blog di Bruce Schneier:

Ringrazio Bruce per la gentilezza e la disponibilità ed ovviamente, per avermi concesso di tradurre i post del suo blog.

Ecco la traduzione italiana:

Un nuovo studio sostiene che gli insider non siano la principale minaccia alla sicurezza delle reti:

Il “Data Breach Investigations Report” di Verizon 2008 basato su 500 violazioni, riguardanti gli ultimi quattro anni; contraddice l’ortodossia crescente che gli insider, piuttosto che agenti esterni, rappresentino la minaccia più seria alla sicurezza delle reti di molte organizzazioni.

Il 73% delle violazioni coinvolgono gli outsider, il 18 % risultano essere frutto di azioni di insider, con business partner colpevoli nel 39 % dei casi – le percentuali eccedono il 100 % a causa del fatto che in alcuni casi includono violazioni multiple, con livelli differenti di coinvolgimento interno o esterno.

“La relativa rarità delle violazioni di dati attribuite agli insider, potrebbe sorprendere qualcuno.

É ampiamente risaputo e comunemente reso noto, che i casi degli insider siano superiori numericamente rispetto a quelli causati da altre fonti,” comunica il rapporto.

L’intero dibattito insiders contro outsiders è stato sempre un problema di semantica, più che altro.

Se contate gli attacchi, ci sono molti più attacchi di outsider, semplicemente perché ci sono ordini di grandezza maggiori di chi attacca come outsider. Se contate i casi, i numeri tendono ad avvicinarsi: 75% vs. 18%, in questo caso.  Se contate i danni, gli insider generalmente sono in cima — generalmente perché hanno maggiori informazioni, dettagliate e possono orientare i loro attacchi in modo migliore.

Sia gli insider che gli outsider sono pericoli per la sicurezza e dovrete difendervi da entrambi. Cercare  di classificarli non sarà di grande utilità.

( per la versione originale, fate clic sulla voce “english” del menu “Language”, a destra )

Pronounce, ovvero come pronunciare correttamente le parole inglesi

giugno 22nd, 2008 |

Masticate l’inglese, ma alcune parole che incontrate vi risultano particolarmente ostiche?

Ancora una volta, il vecchio Firefox :) vi viene in aiuto: con l’estensione per firefox pronounce, grazie ai servizi disponibili su merriam-webster.com, potrete ascoltare la pronuncia esatta di una parola inglese.

Come? Semplice; installate l’estensione di firefox, selezionate all’interno della pagina web la parola desiderata, fate clic con il tasto destro del mouse e selezionate la voce “pronounce” ed in pochi secondi sarà pronunciata …

Cos’è il phishing?

giugno 15th, 2008 |

Cos’è il “phishing”? Il phishing è una tecnica divenuta molto popolare recentemente. Si parla di phishing quando un hacker o il ladro invia un’email spacciandosi per un’azienda legittima, con la quale potreste legittimamente concludere affari. Le più popolari sono eBay, Pay Pal e le banche. In questa mail vi verrà spiegato qualcosa che vi spingerà ad aggiornare il vostro account o aggiornare le vostre informazioni; inoltre, generalmente, vi chiederà di fare clic su un link. Facendo ciò, sarete indirizzati ad una pagina esattamente uguale a quella del mittente della vostra mail e vi chiederà d’inserire alcune informazioni sensibili, login, numero dell’account, password ecc… L’unico problema è che non sarà la banca, non sarà il servizio, non sarà l’organizzazione che finge d’essere, vorrà semplicemente carpirvi queste informazioni.

Questa è una delle mie prime traduzioni inglese-italiano (tratta dal sito videojug.com … ), relative alla sicurezza informatica, che periodicamente inserirò in questo blog.

Esprime solo alcune nozioni elementari riguardo al problema del phishing (problema ben più ampio e complesso…); ma la mia idea è quella di creare (tramite i video di videojug.com, sempre semplici e chiari…) una sorta di glossario video dei concetti più usati ed allo stesso tempo più complessi del web e dell’informatica

Qtranslate, il plugin definitivo per localizzare wordpress

giugno 5th, 2008 |

qtranslate plugin

Il primo post di questo mio nuovo blog sarà dedicato a chi, in parte, ha contribuito che si realizzasse esattamente come avrei voluto. Come? Avere un blog completamente bilingue, utilizzando un plugin per localizzare interamente wordpress in più lingue; o se preferite, per creare un blog multilingue con wordpress veramente efficace.

Ne ho provati alcuni: Babel, Polyglot, Jlanguage ma in alcuni casi c’erano problemi di layout, in altri invece venivano localizzati solamente i post e non i menu o viceversa.

Con Qtranslate è stato tutto molto semplice e veloce:

1) scaricate qtranslate e fate l’upload nella directory /wp-content/plugins/

2) procuratevi i file .mo delle lingue con le quali volete localizzare il vostro blog (nel mio caso soltanto l’inglese, visto che il file italiano .mo era già presente, usando la versione italiana di wordpress…)

3) attivate qtranslate dal menu plugin, andate nel menu di configurazione di qtranslate (dal menu Plugin, fate clic su “qtranslate Configuration” ed aggiungete/cancellate/disabilitate le lingue desiderate. Infine aggiungete il widget di qtranslate dove preferite nella barra laterale (questo vi permetterà di vedere le bandierine soltanto, bandierine e link testuale delle lingue scelte, o solamente il link testuale)

Come vedete dall’immagine sopra, tutto è estremamente facile: quando scriverete il vostro post avrete due barre del titolo, una in inglese e l’altra in italiano. Per il testo avrete due tab (sempre contrassegnati con “english” e “italian”) che selezionerete quando scriverete il vostro testo in inglese ed in italiano.

Per maggiori informazioni sull’installazione di qtranslate, visitate la sezione della domande frequenti su:

http://www.qianqin.de/qtranslate/installation-guide/