Guida alla cancellazione sicura dei dispositivi Android per il venditore super paranoide.

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Zackery Fretty

Uno qualunque dei miei amici direbbe che sono un pazzo paranoide per quanto riguarda gli utenti malintenzionati, soprattutto quando si tratta di vendere la mia vecchia elettronica. Sono il tipo di ragazzo che preferisce mettere una pietra sopra al vecchio dispositivo. Purtroppo sono anche il tipo che ama comprare i nuovi Nexus non appena escono, quindi preferisco vendere i miei vecchi dispositivi per finanziare i miei nuovi acquisti. Per poterlo fare ho dovuto trovare un modo per sentirmi tranquillo. Ora so che un modo davvero semplice è abilitare la crittografia e poi formattare. Per qualche ragione quando ho venduto il mio HTC One X la cifratura non ha funzionato e la scheda SD non era rimovibile, quindi avevo bisogno di trovare un modo per tranquillizzarmi e vendere il dispositivo, ecco perché sono giunto a questa soluzione.

Non sono sicuro al 100% ma credo che potrebbe essere necessario aver installato BusyBox/Root, o semplicemente utilizzare Android SDK (che sarà utile in seguito); ma presumo che chiunque sappia che il Ripristino dati di fabbrica del vostro dispositivo in realtà non rimuove nessun dato, sia lo stesso tipo di persona che effettuerebbe il rooting dei dispositivi Android.

Anche solo come nota a margine, non sto dicendo che questa sia la cosa più sicura al mondo; ma è quello che faccio io e che mi fa sentire abbastanza tranquillo. Ho verificato usando Recuva in modalità d’analisi profonda e non sono stato in grado di recuperare i dati da /sdcard; in ogni caso, non ho modo di confermare per la partizione /data. Sto solo ipotizzando che funzioni altrettanto bene come per la scheda SD interna.

Questo processo comprende essenzialmente due fasi

  1. Formattazione memoria
  2. Zeroing /sdcard e /data

Quindi, iniziamo…

Fase 1 – Formattazione memoria

Operazione piuttosto semplice e quando si acquista un telefono usato online, è probabile che l’altro utente abbia protetto i dati; il che, vi assicuro, non è granché. Tutto questo per dire al sistema operativo che dove una volta erano presenti i vostri dati, ora sono “scrivibili”, in modo che il sistema operativo possa scrivervi ancora. Se doveste usare uno strumento come Recuva dopo l’esecuzione del Ripristino dati di fabbrica, sarete in grado di recuperare gran parte dei file. Questo non riguarda solo Android: si applica a tutti i supporti per l’archiviazione, anche se non tanto ai media con Flash come i dischi rigidi. La ragione per cui ho usato questo come punto di partenza è informare l’SO che tutto è “disponibile” per la scrittura, che è ciò che vogliamo. Per fare questo è possibile utilizzare il recupero, o andare su Impostazioni> Backup e Ripristino> Ripristino dati di fabbrica e lasciare che l’SO faccia il suo dovere .

Fase 2 – Zeroing /sdcard e /data

Ora che abbiamo reso scrivibili tutti i dati sul dispositivo, è il momento di iniziare l'”azzeramento”. Ciò significa, essenzialmente, scrivere degli 0 sui dati che abbiamo precedentemente contrassegnato come “scrivibili”. Se qualcuno tentasse di ripristinare i dati, recupererebbe degli 0 e non i vostri dati personali. Sugli HDD più vecchi sarebbe una buona idea farlo più volte ma molti esperti hanno suggerito che un solo passaggio è sufficiente nei media con flash.

La prima cosa che vorrete fare è lanciare l’SDK di Android utilizzando la riga di comando e passare alla cartella platform-tools dove troverete fastboot e adb . Si trova in /androidsdk/platform-tools.

Quando sarete negli strumenti della piattaforma eseguite il seguente comando:

./adb devices

Se otterrete una schermata con un numero di serie siete a posto: significa che il computer riesce a leggere il telefono. Se non otterrete nulla, andate in impostazioni per sviluppatori e abilitate Debug USB

Quando il telefono e l’SDK comunicheranno, digitate il seguente comando per accedere alla shell del dispositivo:

./adb shell

Dovreste avere un bash, come mostrato nell’immagine sotto :

Screen Shot 2013-02-16 at 1.10.14 PM

Non appena sarete nella riga di comando del vostro telefono, eseguite il seguente comando:

dd if=/dev/urandom of=/sdcard/junkfile

Non otterrete risposta per un po’: in sostanza, verrà creato un file pieno di dati casuali sulla scheda SD del vostro telefono fino a quando non sarà completamente piena; a quel punto si fermerà. Potrete verificare andando in Impostazioni> Memoria e guardando la % libera sulla scheda SD che continua a diminuire.

Quando il processo sarà completato, dovreste avere un messaggio simile al seguente, che descrive la quantità di spazio scritto. Dovrebbe essere pari alla dimensione della vostra scheda SD.

Screen Shot 2013-02-16 at 5.01.55 PM

Una volta che il processo sarà completo, proveremo a ripetere la stessa riga, con una leggera modifica, come segue:

dd if=/dev/urandom of=/data/junkfile

Questo creerà un altro junk file sul vostro dispositivo con dati casuali, ma non sarà in /sdcard, bensì in /data. /data, dove sono memorizzate tutte le impostazioni delle vostre varie app. Per verificare che questo processo fosse ancora in esecuzione, ho aperto una nuova finestra del terminale e ho usato la shell ./adb per eseguire ls -all -h per guardare la dimensione del file che continuava a crescere, come illustrato di seguito:

Screen Shot 2013-02-16 at 4.59.52 PM

Potrete vedere la dimensione del “junkfile” andare da 600MB a 1.5GB. Una volta che la cartella /data sarà completamente piena, non solo otterrete una conferma sulla shell ma il vostro dispositivo Android dovrebbe mandarvi un messaggio nella finestra di notifica che la partizione dati è piena e che le funzioni di sistema potrebbero essere compromesse, per una volta questo è bene!

Quindi, a questo punto, avrete correttamente saturato le vostre cartelle /data e /sdcard, le due principali aree in cui le informazioni personali sono memorizzate su Android, con un mucchio di dati casuali.

Il passo successivo, e finale, del processo è quello di tornare semplicemente al punto 1 e fare Ripristino dati di fabbrica per l’ultima volta. Questo marcherà i dati come “scrivibili” e regalerà al nuovo proprietario del vostro dispositivo un’esperienza da “nuovo telefono”. Non è necessario, suppongo, ma immagino che l’acquirente del telefono non prenderebbe troppo bene il fatto di trovare, all’accensione, un telefono pieno di messaggi di errore. 😉

Non sono esperto, però, come ho detto prima, usando software di recupero non sono stato in grado di recuperare i dati dal mio HTC One X, quando l’ho venduto; quindi direi che questo metodo è piuttosto comodo per ripulire il dispositivo del 99,9% degli utenti là fuori.

Un po’ sopra le righe? Sicuramente. Esattamente come piace a me!

Fonte: Secure Erasing Android Devices Guide for the Super Paranoid Seller

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