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La vostra BMW può essere rubata da qualsiasi idiota con un hacking kit da 30$

ottobre 17th, 2012, posted in Naked Security, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Naked Security

chiave BMW I kit per bypassare la sicurezza dell’on-board diagnostics (OBD), completi di moduli di riprogrammazione e chiavi vergini, permettono, a quanto si dice, a ladri dotati di scarsa intelligenza, di rubare auto di fascia alta, come le BMW, nel giro di pochi secondi o minuti.

Secondo The Register, gli strumenti per il bypass da 30$ vengono spediti dalla Cina ed Europa dell’Est in forma di kit a criminali inesperti.

Sembra non si tratti solo di BMW, intendiamoci.

Un post sul sito di appassionati dell’auto Pistonheads, suggerisce che dispositivi simili a quelli utilizzati per rubare BMW siano disponibili anche per Opel, Renault, Mercedes, Volkswagen, Toyota e Porsche Cayenne.

La polizia del Regno Unito trova anche auto di lusso fregate da criminali che pare utilizzino i kit, con i proprietari derubati ancora in possesso delle chiavi.

Sta diventando così frequente, infatti, che la polizia del Warwickshire ha rilasciato una dichiarazione , avvertendo i proprietari di BMW di prendere ulteriori precauzioni, visto che, da gennaio, sono state rubate 154 auto di fascia alta.

BBC Watchdog In agosto, secondo una recente indagine di BBC Watchdog relativa ai furti, la polizia metropolitana di Londra ha lasciato volantini sotto i parabrezza, mettendo in guardia i proprietari di BMW che le loro auto, molto probabilmente, avrebbero potuto essere bersaglio privilegiato.

Lo strumento era originariamente progettato per le officine e i dipendenti addetti al recupero auto per poter entrare nelle diverse auto in caso i proprietari avessero perso le chiavi. I kit, da allora, sono stati presi in consegna da hacker criminali che hanno esaminato i punti deboli della sicurezza della rete OBD.

Per utilizzare lo strumento, i ladri d’auto prima di tutto hanno bisogno d’intercettare la trasmissione tra una key fob valida e un’auto, prima di poter riprogrammare la chiave vergine; che, successivamente, possono utilizzare per avviare, o aprire la macchina tramite la rete OBD.

La BBC ha girato la telecamera verso il cielo mentre i suoi giornalisti stavano utilizzando la chiave nell’indagine di Watchdog ma ho trovato video online che mostrano come sia facile utilizzare quello strumento; o, almeno, un dispositivo che corrisponda alla sua descrizione.

Se il video che ho trovato è una rappresentazione accurata, anche lo scemo del villaggio, con un investimento di 30$ e qualche minuto, potrebbe essere al volante di un sogno.

fermo immagine del video dello strumento OBD

(Approposito, Naked Security ha scelto di non integrare il video, perché potrebbe incoraggiare l’attività criminale e non abbiamo alcun desiderio di promuovere la vendita di tali strumenti a persone non autorizzate)

BMW, la scorsa settimana, ha emesso un comunicato nel quale afferma di essere a conoscenza del nuovo metodo di furto e stare valutando come limitare il problema.

Un modo, a quanto pare, è quello di non possedere una BMW costruita prima del settembre 2011:

"Dopo lunga ricerca siamo certi che nessuno dei nostri ultimi modelli - la nuova Serie 1 Hatch, Serie 3, Serie 5, Serie 6 e Serie 7 - né qualsiasi altra BMW costruita dopo settembre 2011, possano essere rubati con questo metodo. Tuttavia, da produttore responsabile, stiamo cercando modi per mitigare questo nuovo tipo di attacco. "

I clienti preoccupati per il furto di determinati modelli possono chiamare il loro rivenditore BMW.

BMW offre misure tecniche extra che, afferma, possano impedire il furto con gli hacking kit, anche se, afferma, che non ci sia "nessun auto a prova di ladro"

Ma quali sono le falle di sicurezza in OBD?

Come sottolineato da Rob Vandenbrink in una presentazione ( PDF) consegnata in una conferenza di sicurezza del SANS Technology Institute nel mese di luglio, OBD sembra essere "un (tipo) d'Ethernet più lenta e stupida"

Per i dettagli su queste vulnerabilità, date un'occhiata al suo paper.

Presentazione di Rob VandenBrink

In sintesi, Vandenbrink dice:

"Purtroppo, la rete dell'On Board Diagnostic (OBD) nelle nostre auto è completamente aperta, completamente documentata e lo sarà sempre più: documentata e con accesso wireless non autenticato."

Ma aspettate, c'è di più. Oltre a permettere che la vostra macchina venga rubata, alcuni ricercatori dell'Università del Michigan e di Washington hanno dimostrato che le carenze del sistema OBD consentono questi altri trucchetti automobilistici WiFi:

  • blocco e sblocco delle porte
  • suonare il clacson
  • attacco wireless attraverso i sensori di pressione degli pneumatici
  • trojan distribuito tramite CD musicale

Questa roba non è nuova. La parte del trojan CD risale al 2011.

Ciò che è nuovo è quanto l'erudita conoscenza degli hacker dei limiti di OBD sia stata mercificata e commercializzata in questi kit facili da usare e a basso costo.
Dovreste scuotere il produttore della vostra auto per ottenere difese migliori?
Purtroppo, se lo faceste, probabilmente non sarebbe d'aiuto; tra la necessità della meccanica di avere un certo tipo di strumento per salire in auto e le leggi sulla concorrenza che richiedono standard aperti.

Ecco quello che il post dei Pistonheads ha da dire in proposito:

"La ragione per cui questa forma di furto è attualmente così diffusa ... - è che le regole europee sulla concorrenza richiedono che i dispositivi di riprogrammazione di sicurezza e diagnostica siano disponibili ai garage non in franchising. Da come l'abbiamo capita, ciò significa, in realtà, che le case automobilistiche non possono limitare l'accesso o l'utilizzo delle porte OBD. "
"Purtroppo ciò significa anche che, in una certa misura, le mani delle case automobilistiche sono legate..."

Cosa fare: contattare il proprio concessionario per vedere se possiedano tecniche di mitigazione che, come promesso da BMW, possano aiutare.

La polizia del Warwickshire offre anche questi suggerimenti per la sicurezza, anche se è improbabile che possano essere deterrente per un hacker ODB determinato che sia riuscito ad accedere al vostro veicolo:

  • Provate la maniglia della porta dopo aver usato la chiave per bloccare la vostra auto, per verificare nuovamente che sia realmente bloccata.
  • Date una buona occhiata in giro quando lasciate il veicolo per vedere se sia possibile individuare qualcuno in attesa nelle vicinanze, o in un veicolo nelle vicinanze; soprattutto se controllando trovate la porta ancora aperta.
  • Riferite qualsiasi cosa riteniate sospetta alla polizia: vogliono beccare questi tizi.

In definitiva, vale la pena ricordare - come ammette BMW - che non c'è "nessun auto a prova di ladro" .

Hat-tip: The Register

Fonte: Your BMW can be stolen by any idiot with a $30 hacking kit

Funzionalità ransomware di ZeuS: win_unlock

maggio 24th, 2012, posted in F-Secure, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di F-Secure

Stamattina presto, mentre eseguivamo il nostro quotidiano data mining, ci siamo imbattuti in una nuova variante di ZeuS 2.x. Comprendeva un nuovo comando backdoor chiamato: win_unlock. Molto interessante. Pare che questo ZeuS 2.x leggermente modificato includa una funzione ransomware.

Quando questa particolare variante viene eseguita, apre Internet Explorer ad una pagina specifica (lex.creativesandboxs.com/locker/lock.php) e impedisce all’utente di fare qualsiasi altra cosa con il sistema infetto. La pagina web aperta, presumibilmente, mostra un qualche tipo di messaggio di estorsione; ma, al momento, non è disponibile perché il sito è offline.

Il modo più semplice per sbloccare il sistema è quello di eliminare semplicemente il trojan. Ma potrebbe essere un po’ complicato, in quanto il trojan impedisce di fare qualsiasi cosa con il sistema infetto, per fortuna il blocco può essere facilmente disattivato.

Guardando il codice che corrisponde a un comando win_unlock, è chiaro che l’informazione di sblocco è memorizzata nel registro.

ZeuS, funzionalità ransomware

Lo sblocco può, quindi, essere eseguito facilmente tramite un editor per il registro:

1. Avviare il sistema in modalità provvisoria
2. Aggiungere una nuova chiave denominata syscheck in HKEY_CURRENT_USER
3. Creare un nuovo valore DWORD sotto la chiave syscheck
4. Impostare il nome del nuovo valore DWORD a Checked
5. Impostare i dati per il valore Checked a 1
6. Riavviare

SHA1: 03f0c26c6ba77c05152a1e0cc8bc5657f0c83119
Analisi di Mikko S. e Marko

Fonte: ZeuS Ransomware Feature: win_unlock

Nessuna prenotazione: trojan ad accesso remoto gratta carte di credito dagli hotel

aprile 21st, 2012, posted in Traduzioni inglese-italiano, Trusteer

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Trusteer

I nostri ricercatori del centro d’intelligence, recentemente, hanno scoperto un “pacchetto” frode in vendita nei forum underground che utilizza un Trojan ad accesso remoto per rubare dati delle carte di credito da un’applicazione point of sale (PoS) degli hotel. Questo schema, mirato al settore dell’ospitalità, mostra come i criminali stiano piazzando malware sulle macchine aziendali per raccogliere informazioni finanziarie, piuttosto che puntare i dispositivi degli utenti finali.

In questo scenario particolare, un trojan ad accesso remoto viene usato per infettare i computer della reception dell’hotel. Il malware è in grado di rubare carte di credito e altre informazioni dei clienti catturando schermate dall’applicazione PoS. Secondo il venditore, il trojan è garantito non rilevabile dai programmi antivirus.

No reservations

Questo pacchetto frode viene offerto a $280. Il prezzo include le istruzioni su come configurare il trojan. I venditori offrono anche consigli su come utilizzare tecniche di social engineering telefoniche tramite software VoIP, per ingannare i front desk manager e installare il trojan.

Per dimostrare l’efficacia del pacchetto frode, il venditore utilizza una schermata, (vedi sopra), tratta dal trojan ad accesso remoto dal sistema POS, presso una delle più grandi catene alberghiere del mondo. La schermata mostra l’applicazione POS popolata con le informazioni sui clienti raccolte al check-in.

Come accennato nei post più recenti, i criminali stanno ampliando sempre più l’obiettivo dei loro attacchi, dall’online banking alle aziende. Uno dei motivi di questo cambiamento è che i dispositivi aziendali, se compromessi, possono produrre beni digitali ad alto valore aggiunto.

Fonte: No Reservations – Remote Access Trojan Pilfers Credit Cards from Hotels

Malware per Android si finge il gioco Angry Birds Space

aprile 17th, 2012, posted in Naked Security, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Naked Security

Angry Birds Space Gli autori di malware di Android hanno colto l’occasione d’infettare gli ignari utenti di smartphone con il lancio dell’ultima novità dell’immensamente popolare serie di giochi “Angry Birds”.

SophosLabs, recentemente, ha incontrato versioni affette da malware del gioco “Angry Birds Space” inserite in Android app store non ufficiali. Si noti: la versione di “Angry Birds Space” nel market ufficiale di Android (recentemente rinominato “Google Play”) *non* ne è affetta.

Il cavallo di Troia, che Sophos rileva come Andr/KongFu-L, pare essere una versione completamente funzionante del popolare gioco per smartphone; ma utilizza l’exploit GingerBreak per ottenere l’accesso root al dispositivo e installare codice dannoso.

Il trojan comunica con un sito web remoto nel tentativo di scaricare e installare ulteriore malware sullo smartphone Android compromesso.

Telefono Android con trojan che finge di essere Angry Birds SpaceTelefono Android con trojan che finge di essere Angry Birds Space

Interessante notare che il malware nasconde il suo payload: sotto forma di due file ELF dannosi, alla fine di un file immagine JPG.

Codice nascosto al termine di file JPGCodice nascosto al termine di file JPG

Piazzato il malware, ora i cibercriminali possono inviare istruzioni ai dispositivi Android compromessi per poter scaricare ulteriore codice, o forzare URL da visualizzarsi nel browser dello smartphone.

In effetti, il vostro telefono Android ora è parte di una botnet, sotto il controllo di hacker malintenzionati.

Pare che dovremmo continuare a ricordare agli utenti Android di stare in guardia contro i rischi del malware, e di stare molto attenti, in particolare durante il download di applicazioni da market non ufficiali di Android.

Fonte: Android malware poses as Angry Birds Space game

Gli strumenti di forensics delle Forze dell’Ordine contro gli smart phone

aprile 4th, 2012, posted in Bruce Schneier, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Schneier on Security

Pare che la password possa essere facilmente bypassata :

XRY effettua, prima di tutto, il jailbreaking del dispositivo. Secondo Micro Systemation, non vengono usate ‘backdoor’ create da Apple ma si sfruttano falle di sicurezza del sistema operativo, esattamente come fanno i jailbreaker.

Una volta effettuato il jailbreaking dell’iPhone, lo strumento cerca, tramite ‘forza bruta’, il codice di accesso; tentando ogni possibile combinazione di quattro cifre, finché non trova la password corretta. Dato il numero limitato di combinazioni possibili per un codice di quattro cifre – 10.000, da 0000 a 9999 – non serve molto tempo.

Effettuato il jailbreaking e trovato il codice di accesso, è possibile accedere ed esaminare tutti i dati sul dispositivo, compresi i log delle chiamate, messaggi, contatti, dati GPS e persino i tasti digitati.

Una delle morali è utilizzare un codice a otto cifre.

Fonte: Law Enforcement Forensics Tools Against Smart Phones

Android: la funzione “Wipe” può lasciare tracce di dati

marzo 23rd, 2012, posted in Hatforce, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Hatforce

La funzione di Android “factory data reset”, ​​dovrebbe rimuovere tutti i dati privati ​​da un dispositivo. Ma è realmente così? Come rivelato dall’azienda di sicurezza IT “Hatforce”, è possibile recuperare i dati cancellati da molti telefoni Android. Quando un telefono viene venduto, l’acquirente potrebbe ottenere l’accesso ai dati personali del proprietario precedente, come fotografie, dati delle applicazioni o password memorizzate: anche se il precedente proprietario ha effettuato il “wipe” del dispositivo come raccomandato da molti siti web.

Sebbene i dati “cancellati” non siano più accessibili tramite le normali procedure, sono ancora presenti nella memoria del dispositivo. Utilizzando software speciali, il nuovo proprietario può accedere alla memoria e leggerne i contenuti. Hatforce descrive i dettagli tecnici nel blog aziendale [1] . “Sfortunatamente, non c’è alcun modo semplice per eliminare in modo sicuro tutti i dati personali su molti telefoni Android”, dice Jan Schejbal, il membro del team Hatforce che ha scoperto il problema.

Hatforce ha informato il team di sicurezza Android in merito alla questione. Non è chiaro quali dispositivi siano interessati: il test è stato eseguito su un Google/Samsung Nexus S con Android 2.3.6. Il codice sorgente indica che le versioni più recenti Honeycomb e ICS (3.x e 4.x) effettuano un wipe sicuro della memoria durante il factory data reset.

Tuttavia, questi sistemi più recenti, rappresentano, attualmente, solo il 5% circa dei dispositivi [2].

Hatforce ( https://www.hatforce.com ) è la prima startup mondiale che effettui test di sicurezza crowd-sourced. I servizi comprendono pentest di applicazioni web e mobili. Sin dal suo lancio, Hatforce, ha ottenuto feedback ampiamente positivi, in particolare dalla rivista Forbes: “Questo servizio è un colpo di genio [...] Un’idea di business grandiosa che potrebbe rappresentare un’enorme differenza, per sapere quanto la vostra applicazione, e il vostro brand, siano sicuri.”


Cordiali saluti,

Il team Hatforce
[1] https://www.hatforce.com/blog/android/wipe

[2] http://developer.android.com/resources/dashboard/platform-versions.html

Fonte: Android: “Wipe” feature can leave data

Nuova utility che crea un log dei dispositivi Bluetooth rilevati nella vostra zona

marzo 19th, 2012, posted in NirBlog, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di NirBlog

BluetoothLogView è una nuova utility che controlla l’attività dei dispositivi Bluetooth presenti nella vostra zona e ne mostra un log nella finestra principale del programma. Ogni volta che un nuovo dispositivo Bluetooth entra, o esce, dalla vostra zona, una linea di log viene aggiunta con le seguenti informazioni: nome dispositivo, indirizzo dispositivo, ora evento, tipo evento (‘entrata dispositivo’ o ‘uscita dispositivo’), tipo di dispositivo e la società che l’ha creato. BluetoothLogView consente inoltre di specificare una descrizione per ogni dispositivo Bluetooth (a seconda dell’indirizzo MAC) che apparirà nella colonna ‘Descrizione’.

BluetoothLogView richiede un dongle Bluetooth e funziona con lo stack Bluetooth standard di Windows XP/SP2, Windows Vista e Windows 7.

BluetoothLogView

È possibile scaricare questa nuova utility da questa pagina Web .

Fonte: New utility that creates a log of Bluetooth devices detected on your area

Anonimo Anonymous sostiene che Anonymous non sia Anonymous

dicembre 28th, 2011, posted in F-Secure, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di F-Secure

Ormai, probabilmente, avrete sentito parlare della violazione di stratfor.com. E che Anonymous ne abbia rivendicato la responsabilità.

Poi Anonymous ha negato di essere responsabile.

pastebin.com/8yrwyNkt


Oggi,poi, “Anonymous” ha affermato che il precedente post pastebin postato in forma anonima non era di Anonymous , ma che in realtà fossero dipendenti di Stratfor che sostenevano di essere Anonymous.


pastebin.com/4KeCkGUF

Un attimo…ma Anonymous non sostiene che “siamo tutti Anonymous”? Se è così, allora, forse, era Anonymous, dopo tutto.

A qualcuno interessa, ancora?

Al pubblico non sembra. I risultati instantanei di Google per “anonymous è” e “anonymous sono” contengono pochi complimenti al gruppo.

Altre notizie: Anonymous, oggi, ha promesso un altro dump dei dati.

pastebin.com/q5kXd7Fd

In attesa di smentite da Anonymous naturalmente.

Fonte: Anonymous Anonymous Claims Anonymous is Not Anonymous

Applicare la sicurezza online per proteggersi offline

novembre 26th, 2011, posted in Traduzioni inglese-italiano, Trusteer

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di Trusteer

Trusteer, in quanto partecipante alla campagna “Get Safe Online” di questa settimana nel Regno Unito, ha avvertito che le chiamate telefoniche fraudolente stanno acquistando popolarità nella comunità criminale con lo scopo di commettere furti d’identità; e che tutti debbono stare in guardia per evitare di diventare vittime, online o offline. Un possibile uso di queste false chiamate “bancarie”, potrebbe essere quello di rubare informazioni d’identificazione personale tramite malware per dare credibilità ai truffatori, mentre vengono raccolte le informazioni mancanti per ‘far funzionare’ gli scam.

Il fenomeno del furto dei dati tramite il web, utilizzato con altri mezzi o contesti come gli attacchi di social engineering, è spesso trascurato. Trusteer ha scoperto che i dati raccolti tramite gli attacchi Man in the Browser possono essere utilizzati per scopi diversi dalle frodi delle transazioni automatizzate. La difesa contro la nuova ondata di attacchi ibridi richiede sia la tecnologia per rilevare il malware MitB che vigilanza da parte degli utenti dei servizi online.

La frode tradizionale tramite malware finanziario inizia identificando la banca e imparando come funzioni il loro servizio di online banking. Una volta che i truffatori abbiano compreso come funzionino i flussi di online banking e i processi di sicurezza, viene progettato uno schema della truffa e si configura l’attacco malware corrispondente (ad esempio, un MitB security training scam discusso nei precedenti post sul blog http://www.trusteer.com/blog). Infine, i clienti della banca vengono infettati dal malware e la frode inizia la sequenza di esecuzione.

Altre forme di frode finanziaria tramite malware funzionano in senso inverso: prima il malware viene inserito nelle macchine delle vittime e traccia le attività online e le credenziali bancarie, poi, i truffatori, utilizzano i dati delle credenziali pescate dai log del malware per accedere ai siti di online banking e perpetrare frodi. La ricerca di Trusteer ha perfino individuato truffatori vendere i log di Zeus sul mercato libero. Il prezzo corrente è compreso tra 60cents e 1$ per 1 GB.

Tuttavia, il problema con questo metodo è che, in molti casi, i dati raccolti dal malware non sono sufficienti per commettere la frode reale:

  • Le credenziali d’autenticazione, one time password (OTP), originariamente raccolte non sono più valide
  • Le banche richiedono il Transaction Signing per trasferire denaro
  • La banca richiede dati di autenticazione aggiuntivi al momento dell’autenticazione da un nuovo indirizzo IP

I truffatori, per ottenere i dati mancanti necessari a effettuare con successo una frode online, possono ricorrere ai servizi di operatori professionisti. Una pubblicità di un forum, scoperta da Trusteer, offre un servizio telefonico con operatori professionisti che parlano fluentemente inglese ed altre lingue europee e che possono impersonare voci maschili e femminili, così come voci anziane e giovani. Come per qualsiasi attività commerciale, il servizio mostra “gli orari di apertura” sia per gli orari lavorativi americani che europei. Il prezzo è piuttosto ragionevole, 10 $ a chiamata. Questi criminali offrivano chiamate a clienti privati, banche, negozi, uffici postali e ogni altra organizzazione in base alle esigenze specifiche dei clienti. Avevano anche i numeri di telefono nel caso le vittime avessero voluto richiamare, per qualsiasi motivo. Ulteriori verifiche di sicurezza da parte di Trusteer rivelano che il gruppo è operativo dal 2009.

Sebbene i reali script del chiamante non siano stati condivisi nella pubblicità del forum, possiamo immaginare che quelli utilizzati per raccogliere i dati mancanti debbano essere simili a:

Fase 1: Il chiamante instaura credibilità
Il chiamante utilizzerebbe i dati raccolti dal malware per guadagnare credibilità, ad esempio chiederà “Sei John Smith, che vive in (indirizzo), con il numero di carta di credito che termina con 2345?”

Fase 2: Il chiamante raccoglie i dati mancanti
Una volta che il chiamante ha instaurato credibilità, inizierà a raccogliere:

a) L’OTP dell’SMS: ad esempio “Abbiamo appena inviato un SMS con un’OTP in modo da poter stabilire che è John Smith, può leggermelo?”
b) Ogni altra informazione di autenticazione aggiuntiva, ad esempio: “Per verificare, può, per favore, darmi le ultime quattro cifre del SSN?”
c) È possibile anche convincere l’utente a generare un transaction signing code tramite un beneficiario fraudolento e informazioni relative all’importo, ad esempio: “Abbiamo bisogno di calibrare il lettore del vostro transaction signing, potrebbe, per favore, inserire i seguenti dati online e dirci cosa succede ”

Mentre l’attenzione di tutti è focalizzata su come proteggersi nel mondo ‘virtuale’, è ancora molto a rischio, qui, nel mondo ‘reale’. I truffatori si rivolgono ai servizi telefonici nel tentativo di indurre le persone a rivelare informazioni riservate, ingaggiando professionisti per impersonare i rappresentanti delle organizzazioni finanziarie. La triste verità è che, in realtà, utilizzare il social engineering al telefono è molto più facile di quanto si creda.

È piuttosto inquietante realizzare quanto sia professionale il marketing del gruppo. Sostiene di avere una vasta esperienza di lavoro con clienti, banche e negozi. Mette in luce anche il proprio know-how finanziario, vantandosi che nella maggior parte dei casi, i bonifici bancari e le transazioni vengono completati.

Alle singole persone Trusteer consiglia che:

  • si assicurino di utilizzare soluzioni antimalware aggiornate, in particolare quelle consigliate dalla propria banca, per impedire, in prima istanza, il furto di dati
  • considerino tutte le telefonate non richieste con cautela, a prescindere da qualsiasi informazione di validazione possa fornire il chiamante
  • usi numeri forniti dalla banca, non dal chiamante, per verificare l’autenticità del contatto.

Fonte: Apply Security Online to Protect Yourself Offline

Confessione di World of Warcraft svela l’omicida di un’adolescente

novembre 12th, 2011, posted in DFI News, Traduzioni inglese-italiano

Il post seguente è stato tradotto per gentile concessione di DFI News

immagine promo World of Warcraft Una confessione di World of Warcraft, insieme a una miriade di altre parti di prove digitali, hanno permesso alla Vancouver Island Major Crime Unit e alla Royal Canadian Mounted Police di risolvere l’omicidio di Kim Proctor, una liceale canadese, i resti bruciati della quale sono stati trovati sotto un ponte.

Per i casi che coinvolgono gli adolescenti, il mondo online è “più importante che mai”, dice il caporale Darren Lagan, portavoce della British Columbia Island District R.C.M.P.: “Le persone tendono ad essere più libere online, specialmente i giovani, non temono alcuna conseguenza o il giudizio di nessuno.”

I presunti amici di Kim, Kruse Wellwood e Cameron Moffat, l’hanno attirata a casa Kruse, dove l’hanno legata, picchiata e violentata, prima di liberarsi del corpo. Un messaggio di testo, inviato dal luogo in cui si sono sbarazzati del corpo, si è rivelato prova cruciale.

Gli investigatori hanno ​​monitorato Facebook, compresa una pagina commemorativa che la famiglia e gli amici hanno creato in suo onore, alla ricerca di potenziali testimoni, sia lì che su altre pagine disponibili pubblicamente su Facebook; ma per nessuna è stato necessario un mandato.

Ben presto la polizia ha avuto prove sufficienti per richiedere le necessarie autorizzazioni giudiziarie per monitorare e analizzare le attività online di Kruse e Cam. Tenendo Kruse e Cam sotto stretta sorveglianza, la polizia ha spiato le loro case, i loro telefoni cellulari e persino il gazebo dove si sdraiavano nel parco. Tramite l’analisi della forensic dei computer dei ragazzi e dei telefoni cellulari, hanno estratto le loro ricerche di Google e Wikipedia, oltre a vecchie trascrizioni di testi e messaggi istantanei. In totale, la Tech Crimes Unit ha accumulato l’equivalente di 1,4 miliardi di fogli di carta sui due.

Quando i ragazzi sono stati finalmente arrestati, i due sono stati dichiarati colpevoli di omicidio di primo grado e vilipendio di cadavere e sono stati condannati all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionata per 10 anni.

Fonte: Vanity Fair

Fonte: World of Warcraft Confession Uncovers Teen Murderer