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	<title>Leonardo Musumeci &#187; Flash Cookies</title>
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	<description>Ict Translator, Website and Software Localizer. I'll speak of my work and the translation world</description>
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		<title>Flash Cookie Forensics</title>
		<link>http://leonardomusumeci.net/2009/09/25/flash-cookie-forensics/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 18:56:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Flash cookie forensics]]></category>
		<category><![CDATA[Sans]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni Inglese Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Better Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Flash Cookies]]></category>
		<category><![CDATA[local shared objects]]></category>
		<category><![CDATA[LSO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il post seguente è stato tradotto, previa autorizzazione, dal blog SANS Computer Forensics
Recentemente, i cookie di flash sono stati un argomento di notevole interesse, grazie al rilascio di un ottimo paper dal titolo Cookie di flash e privacy. I cookie di flash, o local shared objects nel linguaggio Macromedia, sono un ottimo esempio di forensic [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post seguente è stato tradotto, previa autorizzazione, dal blog <a href="https://blogs.sans.org/computer-forensics/">SANS Computer Forensics</a></p>
<p>Recentemente, i cookie di flash sono stati un argomento di notevole interesse, grazie al rilascio di un ottimo paper dal titolo <a title="Flash Cookies and Privacy" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1446862');" href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1446862" target="_blank">Cookie di flash e privacy</a>. I cookie di flash, o local shared objects nel linguaggio Macromedia, sono un ottimo esempio di forensic artifact che esiste da molto tempo; in pratica ignorato fino a quando non si è deciso di renderlo noto. Quando vedo una nuova ricerca che riguarda problematici controlli della privacy, immediatamente estraggo il mio palmare, perché so che troverò artifact di grande valore che potranno aiutarmi nel corso delle mie indagini relative alla forensics.</p>
<p><strong> Prima di tutto alcuni principi fondamentali: </strong></p>
<ul>
<li> Macromedia Flash è diventato onnipresente sul web, grazie a funzionalità come lo streaming video ed altre peculiarità per il &#8220;cliente ricco&#8221;. Molti dei siti più popolari sul web sono dipendenti da Flash e quindi un&#8217;alta percentuale di utenti Internet ha installato il plug-in per Flash.</li>
<li> Lo standard Flash incorpora i local shared objects (LSO), che consentono ai dati (come le preferenze) di essere conservati nell&#8217;istanza locale di Flash, sulla macchina dell&#8217;utente.</li>
<li> Gli LSO vengono memorizzati come singoli file con estensione .SOL.  Per impostazione predefinita sono meno di 100 KB e non hanno scadenza (a differenza dei tradizionali cookie HTTP).</li>
<li> Ho trovato i file .SOL in due posizioni, nel sistema locale: %user profile%\Application Data\Macromedia\Flash Player <strong> e </strong> %user profile%\Application Data\Macromedia\Flash Player\# SharedObjects\profile \ in un sistema XP).Per l&#8217;analisi di Vista, sarà necessario cercare nella cartella roaming all&#8217;interno di %user profile%\</li>
<li> Gli LSO non sono browser based, quindi attualmente, non esiste un modo semplice per l&#8217;utente medio di rimuoverli (cancellando semplicemente i file si raggiunge lo scopo, ma l&#8217;utente deve sapere dove si trovano). Questo rende gli LSO molto difficili da eliminare sul sistema locale.</li>
</ul>
<p><strong> Analisi </strong></p>
<p>Per i nostri scopi, il termine cookie di flash è adatto per definire gli LSO, perché fornisce informazioni molto simili a quelle che troviamo nei tradizionali cookie HTTP. Chi ha frequentato il corso <a title="SANS SEC408 Computer Forensic Essentials" href="http://www.sans.org/training/description.php?mid=1207">SANS SEC 408 Computer Forensic Essentials</a> ricorda che i cookie HTTP possono fornire le seguenti informazioni:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">I siti web visitati </span></p>
<p>Macromedia Flash richiede che gli LSO siano conservati gerarchicamente, per dominio. In questo modo è possibile far rispettare la regola che ogni dominio può memorizzare fino a 100K sul sistema locale. Dal nostro punto di vista, questo ci fornisce uno strumento molto utile per esaminare velocemente i siti visitati.</p>
<div id="attachment_10321" class="wp-caption alignnone" style="width: 690px;"><img class="size-full wp-image-10321" src="https://blogs.sans.org/computer-forensics/files/2009/08/LSO-Figure2b.jpg" alt="Figure 1: Listato directory che mostra i domini LSO" width="618" height="335" /></p>
<p class="wp-caption-text">Figura 1: Listato directory che mostra i domini LSO</p>
</div>
<p>Anche gli annunci pubblicitari basati su Flash hanno la possibilità di salvare gli LSO. Questo è importante, perché, in alcuni casi, si può necessariamente concludere che l&#8217;intento dell&#8217;utente fosse quello di accedere al dominio. L&#8217;origine degli LSO è spesso evidente (vedi figura 2). Ma ulteriori test o artifact addizionali possono essere necessari per giungere a conclusioni definitive.</p>
<div id="attachment_10316" class="wp-caption alignnone" style="width: 333px;"><img class="size-full wp-image-10316" src="https://blogs.sans.org/computer-forensics/files/2009/08/LSO-Figure2.jpg" alt="Figura 2: Local Shared Object memorizzato da una pubblicità flash" width="323" height="211" /></p>
<p class="wp-caption-text">Figura 2: Local Shared Object memorizzato da una pubblicità flash</p>
</div>
<p><span style="text-decoration: underline;">Account utente locale che ha visitato il sito </span></p>
<p>I file .SOL si trovano all&#8217;interno della cartella %user profile% , che indica l&#8217;account autenticato nel momento in cui l&#8217;LSO è stato salvato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La prima e l&#8217;ultima visita al sito</span></p>
<p>Dal momento che i file .SOL vengono salvati singolarmente, abbiamo un bel set di timestamp del file system da utilizzare. Su Windows XP (che ha l&#8217;Access time stamping abilitato per default), si può utilizzare l&#8217;Access Time per sapere quando l&#8217;LSO è stato letto l&#8217;ultima volta. Questo può dirci, potenzialmente, quando il sito è stato visitato per l&#8217;ultima volta; ma si deve prestare attenzione, visto che non sono a conoscenza di alcuna norma che <em>richieda</em> un sito di distribuzione per leggere gli LSO. È certamente nel loro interesse e i miei test sembrano confermarlo, ma se il sito non legge l&#8217;LSO per qualche ragione, l&#8217;access time non sarà aggiornato.</p>
<p>Il creation time del file .SOL, potenzialmente, può comunicare quando il sito è stato visitato per la prima volta. Ancora una volta, però, non è possibile stabilire con certezza che l&#8217;LSO sia stato creato durante la prima visita al sito; quindi è difficile essere definitivi. Per analizzare meglio tutto questo, si dovrebbe considerare &#8220;la prima visita nota al sito&#8221;. Altri artifact del sistema, possono essere in grado di confermare questa data, o indicare una visita precedente.</p>
<p>Così, osservando di nuovo la figura 1, è possibile vedere che la prima visita nota a mg3.mail.yahoo.com è stata l&#8217; 11/27/2008 all&#8217; 1:38 e l&#8217;ultima visita nota l&#8217; 8/17/2009 alle 5:27 (local machine time).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Dati memorizzati dal sito</span></p>
<p>Flash tenta semplicemente di offuscare i dati all&#8217;interno di ogni LSO, controllando il formato e forzando una serializzazione binaria dei dati memorizzati. Detto questo, se trovate un file rilevante, non trascurate questa area di dati. Ho trovato informazioni interessanti, come text-based location information memorizzate da un sito web meteo.</p>
<p><strong> Strumenti </strong></p>
<p>Sebbene non sia raccomandato come forensics tool (in primo luogo, perché richiede l&#8217;installazione/esecuzione su un sistema live), l&#8217;estensione per Firefox, Better Privacy, è un ottimo strumento per identificare (e rimuovere) gli LSO sul sistema locale. Uno dei modi migliori per conoscere i forensics artifact è l&#8217;analisi su un sistema con un comportamento noto (cioè il vostro sistema). Il plug-in Better Privacy vi permette di esaminare (e gestire) gli LSO su un sistema live.</p>
<div id="attachment_10326" class="wp-caption alignnone" style="width: 690px;"><img class="wp-size full-image-10326" src="https://blogs.sans.org/computer-forensics/files/2009/08/LSO-Figure3.jpg" alt=" Figura 3: Better Privacy Firefox plug-in Screenshot " width="558" height="404" /></p>
<p class="wp-caption-text">Figura 3: Better Privacy Firefox plug-in Screenshot</p>
</div>
<p>Questo è solo un primo rapido esame relativo ai Cookie di Flash, esorto i nostri lettori ad inviare eventuali link o informazioni supplementari nei commenti del blog.</p>
<p><em>Ciad Tilbury, GCFA, ha trascorso oltre dieci anni nell&#8217;ambito investigativo relativamente al crimine informatico: dal computer hacking allo spionaggio, fino a casi di frode per svariati milioni di dollari. Attualmente insegna al <a href="http://www.sans.org/training/description.php?mid=1207">SEC408 Computer Forensic Essentials</a> e <a href="http://forensics.sans.org/course/computer-forensics-investigation-and-response-98-1">SEC508 Computer Forensics, Investigations, and Response</a> per il SANS Institute.</em></p>
<p><em>Fonte</em>: <a href="http://blogs.sans.org/computer-forensics/2009/08/28/flash-cookie-forensics/"> Flash Cookie Forensics</a></p>
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		<title>I cookie di flash</title>
		<link>http://leonardomusumeci.net/2009/08/17/i-cookie-di-flash/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 17:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bruce Schneier]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni Inglese Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Flash Cookies]]></category>
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		<description><![CDATA[Flash possiede l&#8217;equivalente dei cookie ed è difficile da eliminare : 
A differenza dei tradizionali
 cookie del browser, i cookie di Flash sono relativamente sconosciuti agli utenti del web e non sono controllabili tramite la gestione della privacy del browser.
Di conseguenza, se un utente pensa di essersi liberato dagli oggetti traccianti, molto probabilmente non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Flash possiede l&#8217;equivalente dei cookie ed è<a href="http://www.wired.com/epicenter/2009/08/you-deleted-your-cookies-think-again/"> difficile da eliminare </a>: </p>
<p>A differenza dei tradizionali<br />
<blockquote> cookie del browser, i cookie di Flash sono relativamente sconosciuti agli utenti del web e non sono controllabili tramite la gestione della privacy del browser.<br />
Di conseguenza, se un utente pensa di essersi liberato dagli oggetti traccianti, molto probabilmente non è così.</p>
<p>Ma cos&#8217;è ancora più meschino? </p>
<p>L&#8217;articolo sostiene che numerosi servizi utilizzino la memorizzazione occulta dei dati per ripristinare i cookie tradizionali che un utente ha eliminato, questa tecnica viene chiamata &#8216;re-spawning&#8217;, in omaggio ai videogame dove gli zombie tornano in vita anche dopo essere stati &#8220;uccisi&#8221;. Quindi, anche se un utente si libera di un cookie tracciante appartenente ad un sito, l&#8217;ID univoco di quel determinato cookie verrà assegnato ad un nuovo cookie utilizzando i dati flash come &#8220;backup&#8221;. </Blockquote> </p>
<p><em>Fonte</em>: <a href="http://www.schneier.com/blog/archives/2009/08/flash_cookies.html">Flash Cookies</a></p>
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